Murder by Sound: Listening to crime scenes in Anna Katharine Green’s Short Fiction
Alessandra Calanchi
Articolo in rivista
2022
“Murder by Sound: Listening to crime scenes in Anna Katharine Green’s Short Fiction”, Studies in Crime Writing, vol. 3, pp. 1-12.
This essay examines the detective fiction of a major American author, creator of the young literary detective Violet Strange. This writing relies heavily on investigative methodologies based less on observation than on the ability to listen to crime scenes. Anna Katharine Green’s Violet Strange stories, published in 1915, present modern depictions of both crime scenes and investigative methods. This essay analyzes the descriptions of these scenes and methods from the perspective of soundscape studies, revealing Green’s unprecedented awareness of the dynamics of committing/investigating crime. Silence, noises, music, and voices offer a complex and nuanced context, never detached from the action but, on the contrary, participating in a multilayered construction of meaning. Auditory witnesses, whispers, and eavesdropping are among the many ways in which soundscapes inform the text. Finally, this essay analyzes how crime, and even murder, are often linked to sound and how listening to crime scenes can lead to the solution of a mystery. Through the linguistic analysis of several stories and the study of the cultural context in which they are set, including the state of the art of forensic studies, I aim to demonstrate both the modernity and effectiveness of these narratives and their cultural value within the field of sound studies.
Il saggio affronta la scrittura poliziesca di una grande autrice americana, creatrice della giovane investigatrice letteraria Violet Strange. Tale scrittura si avvale in gran parte di metodologie investigative legate non tanto all’osservazione, quanto alla capacità di ascoltare la scena del crimine. I racconti di Violet Strange di Anna Katharine Green, pubblicati nel 1915, presentano rappresentazioni moderne sia delle scene del crimine che dei metodi di indagine. Questo saggio analizza le descrizioni di tali scene e metodi dal punto di vista degli studi sul paesaggio sonoro, rivelando la consapevolezza senza precedenti di Green delle dinamiche del commettere/indagare un crimine. Il silenzio, i rumori, la musica e le voci offrono un contesto complesso e articolato, che non è mai distaccato dall’azione ma, al contrario, partecipa a una costruzione multistrato di significati. Testimoni uditivi, sussurri e origliare fanno parte dei molteplici modi in cui i paesaggi sonori informano il testo. Infine, questo saggio analizza come il crimine e persino l’omicidio siano spesso collegati al suono e come l’ascolto della scena del crimine possa portare alla soluzione di un mistero. Mediante l’analisi linguistica di alcuni racconti e lo studio del contesto culturale in cui sono inseriti, compreso lo stato dell’arte degli studi forensi, intendo dimostrare sia la modernità e l’efficacia di queste narrazioni, sia il loro valore culturale nell’ambito dei sound studies.
