Like a Whisper Do Not Scream:mitologia idrofemminista di (ri)generazione 

Francis Sosta

Ledizioni, Università degli Studi dell'Insurbia

2025

Il saggio Like a Whisper Do Not Scream: mitologia idrofemminista di (ri)generazione di Francis Sosta, pubblicato nel volume Donna Arte Società a cura di Laura Facchin e Massimiliano Ferrario, si configura come contributo critico sull’omonima opera-processo che intreccia performance, suono e installazione articolando una riflessione idrofemminista sull’acqua quale soggettività agente, archivio e dispositivo cosmogonico. Il testo si colloca all’interno del dibattito tra il mito del cyborg di Donna Haraway e le cosmologie femministe legate alla Dea Madre inspirate al lavoro di Marija Gimbutas, rielaborando tali tensioni attraverso la nozione di generazione intesa non come riproduzione biologica, ma come processo transcorporale e germinativo capace di eccedere i paradigmi antropocentrici ed eteronormativi.

In dialogo con l’idrofemminismo di Astrida Neimanis, l’opera Like a Whisper Do Not Scream assume l’acqua come corpo relazionale che dissolve i confini tra umano e non-umano, natura e cultura, individuale e collettivo. Risultato di una estesa ricerca sul campo sul culto preistorico dell’acqua e sulla mappatura archeologica dei siti architettonici sacri dedicati alla sua venerazione in Sardegna, l’acqua emerge così come logica di gestazionalità, archivio e comunicazione.

Elemento cruciale è la centralità del sussurro, inteso come corpo sonoro resiliente e strategia di sopravvivenza di saperi dimenticati. In questa prospettiva, l’ascolto si configura come metodologia incarnata: pratica critica di prossimità che riorienta l’attenzione e riattiva memorie sommerse dalla storia più antica. L’opera propone dunque riflessione sulla rigenerazione che coniuga mito, ritualità e pratiche sonore per ridefinire più eticamente il rapporto tra corpi d’acqua, crisi ecologica e immaginazione collettiva.

Foto Credits Paolo Schorli Fantinato

di Francis Sosta