Objects and Sounds

Caterina Tomeo, C. Attimonelli

2019

La mostra di Pacella storicizza l’avvento della notazione musicale nel IX secolo, le prime testimonianze grafiche relative alla musica nei dipinti tombali del secondo Millennio, gli ideogrammi raffiguranti gli effetti sonori negli spazi architettonici in area mesopotamica, i soggetti sonori nei dipinti rupestri. Fino ad arrivare alla musica sperimentale del compositore britannico Cornelius Cardew, che tra il 1963 e il 1967 realizzò lo spartito Treatise, composto da centonovantatre pagine con forme geometriche e astratte, e con simboli e linee, ma senza istruzioni precise per i musicisti – che dovevano eseguire lo spartito in piena libertà. Partendo dall’opera di Cardew e ovviamente dal lavoro più celebre di John Cage, 4’33” – che ha trasformato l’esibizione musicale in una performance artistica ante litteram – la musica occidentale ha sperimentato a partire dagli anni Cinquanta, nuovi modi di pensare ed eseguire una composizione, seguendo soprattutto il caso (della pittura surrealista e dell’action painting) e l’improvvisazione (della musica Jazz). Questi esperimenti nel campo della musica e dell’arte hanno dato la possibilità alle generazioni successive di sperimentare liberamente il suono, (ri)creando nuove esperienze, anche dentro il silenzio della nostra mente.

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