Suono: la dimensione sonora del quotidiano tra arti visive, macchine, musica elettronica. Prospettive teoriche, pratiche e culturali, in Connessioni Remote n. 7
Caterina Tomeo, C. Attimonelli
2024
“Gli ultimi tre decenni sono stati segnati da una sperimentazione artistica radicale che ha dato vita ad un campo di indagine in divenire definito con il termine sonic art (Tomeo 2019). Le arti soniche, superando la vecchia concezione di sound art, orientata principalmente verso il linguaggio dell’installazione sonora ambientale (Cascella 2008), manifestano attenzione particolare verso il suono e la sua combinazione con altri linguaggi e componenti extra-aurali, in presenza o meno di video. All’interno di esse spicca la visual music, locuzione storicamente connotata e riferita alla possibilità di esprimere una relazione esplicativa e simmetrica tra suono e video, così da comprendere pratiche quali la sonificazione dell’immagine, la visualizzazione del suono/musica, ma anche la videoarte, il vjing, il videomapping (Abbado 2011). Si tratta, dunque, di ambiti che fungono da modelli interpretativi diversi rispetto ad esperienze e forme espressive sempre più complesse in termini di media impiegati ed estetiche generate: dalle installazioni sonore alle live performance; dai suoni prodotti digitalmente dagli artisti alla musica elettronica e sperimentale, dal field recording al soundscape, fino al sound walking e sonic storytelling. Nella pratica artistica contemporanea, la relazione del suono con lo spazio è interessante e stimolante, poiché legata ad un ascolto profondo dello stesso ambiente (Schafer 1985) sovente contenitore e contenuto dell’esperienza stessa (Gozzi 2024), generando ulteriori indagini attorno alla produzione di opere musicali, piece teatrali, performance e spazi d’ascolto.”
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