Negli ultimi decenni, l’interesse scientifico per il suono ha portato alla definizione dei sound studies come un campo di ricerca inter- e trans-disciplinare, in costante relazione dialogica tra discipline, processi e metodologie diverse. Questa natura porosa rende difficile una definizione univoca, ma riporta al centro il suono e la relazione con esso: i sound studies si configurano come un territorio di ricerca in cui il suono diventa strumento critico trasversale per interrogare culture, tecnologie e forme di percezione.
In recent decades, scientific interest in sound has led to the definition of sound studies as an inter- and trans-disciplinary field of research, in constant dialogue between different disciplines, processes and methodologies. This porous nature makes it difficult to provide a single definition, but it brings sound and our relationship with it back to the centre: sound studies are a field of research in which sound becomes a critical tool for questioning cultures, technologies and forms of perception.
Avvalendosi di contributi critici provenienti da prospettive decoloniali, femministe e queer, la ricerca nei sound studies ha messo in discussione le gerarchie nella produzione di conoscenza, evidenziando come la centralità attribuita dal Nord Globale alla visione abbia a lungo oscurato tradizioni sonore e orali associate al Sud Globale. Il progressivo ribaltamento di questa egemonia oculocentrica ha riportato al centro il valore politico, epistemico e relazionale del suono, contribuendo a ridefinire i sound studies come un’ecologia di ricerche e pratiche che sostengono forme di resilienza culturale e nuovi modi di stare nel mondo.
Drawing on critical contributions from decolonial, feminist and queer perspectives, research in sound studies has challenged hierarchies in knowledge production, highlighting how the Global North’s centrality to vision has long obscured sound and oral traditions associated with the Global South. The gradual reversal of this eye-centric hegemony has brought the political, epistemic and relational value of sound back to the fore, helping to redefine sound studies as an ecology of research and practices that support forms of cultural resilience and new ways of being in the world.
I sound studies sono un campo interdisciplinare che analizza il suono non solo come fenomeno acustico, ma come pratica culturale, politica ed epistemica. Indagano come l’ascolto, le ecologie sonore e le tecnologie del suono modellano soggettività, spazi, relazioni di potere e forme di conoscenza, integrando prospettive provenienti dalle scienze sociali, dagli studi culturali, dall’arte e dalle tecnologie. Essi comprendono – ma non si limitano a – gli studi di politica del suono, la critica culturale e tecnologica, la sound art e le pratiche a essa associate, la performance art, la fonografia urbana, l’ecologia acustica, l’antropologia del suono, gli studi sul paesaggio sonoro anche nei campi della letteratura e del cinema, le epistemologie sonore, il game design, la radioart e i nuovi dispositivi audio dei podcast e audio essay. Il Sound Studies Forum è stato fondato nel 2020 da Leandro Pisano e Caterina Tomeo in collaborazione con il comitato scientifico costituito da Alessandra Calanchi, Jan Martin Ivo Klaver, Massimo Russo e Mario Corsi. Ad oggi, 2025, è composto dalla fondatrice Caterina Tomeo con Alessandra Calanchi, Micol Gelsi, Daniela Gentile, Francis Sosta, che si occupano delle attività di divulgazione, della curatela e della produzione di eventi dedicati.
Sound studies is an interdisciplinary field that analyses sound not only as an acoustic phenomenon, but also as a cultural, political and epistemic practice. It investigates how listening, sound ecologies and sound technologies shape subjectivity, spaces, power relations and forms of knowledge, integrating perspectives from the social sciences, cultural studies, art and technology. The Sound Studies Forum was founded in 2020 by Leandro Pisano and Caterina Tomeo in collaboration with the scientific committee consisting of Alessandra Calanchi, Jan Martin Ivo Klaver, Massimo Russo, and Mario Corsi. As of 2025, it is composed of founder Caterina Tomeo, Alessandra Calanchi, Micol Gelsi, Daniela Gentile, and Francis Sosta, who are responsible for outreach, curation, and the production of dedicated events. These include, but are not limited to, sound policy studies, cultural and technological criticism, sound art and related practices, performance art, urban phonography, acoustic ecology, sound anthropology, soundscape studies in the fields of literature and cinema, sound epistemologies, game design, radio art, and new audio devices such as podcasts and audio essays.
