
Luteotropina: a post anthropological practice
2026
Kratu
Luteotropina assume la generazione e la rigenerazione tra suono umano e non umano come proprio principio compositivo attraverso una pratica di ascolto a orientamento etnografico. Indaga le relazioni tra oggetti sonori, found voices e la propria voce assimilata e decomposta dal flusso sonoro. Gli elementi raccolti si riconfigurano in una rete rizomatica di connessioni che eccede la centralità della fonte riconoscibile come umana, generando un ecosistema acustico in cui soggetto, ambiente e oggetto sonoro coesistono, sospendendo ogni gerarchia d’ascolto. Il processo compositivo radicalizza il materiale sonoro spostandolo oltre la dimensione documentaria, verso una forma di astrazione in cui il paesaggio acustico si apre a dimensione memoriale interna, immaginativa, instabile.
Kratu (Serena Dibiase) è ricercatrice indipendente attiva trasversalmente nell’ambito della performance, della ricerca somatica, sound artist, autrice. Esplora la dimensione fenomenologica del corpo-voce componendo pratiche di ricerca sonora e somatica, considerando la vocalità come ritrovamento, generazione selvatica, archivio antropologico. Indaga inoltre la questione della presenza sondando le soglie organiche e vibratorie dei corpi. Collabora in contesti di fragilità sociale – comunità e centri antiviolenza, orientando politicamente le pratiche per interrogare le possibilità emergenti dei corpi costretti – e in università, creando progetti che convocano la dimensione collettiva della presenza.

